Facciamo i buoni contro il Covid-19

L’idea

Mi chiamo Letizia, ho 34 anni e vivo in provincia di Pistoia.
Una sera di Aprile 2020, durante la mia quarantena, chattavo con un amico. Gli chiesi come stava e lui mi rispose che iniziava a sentire il peso dell’isolamento: “Sto bene, ma avrei bisogno di un abbraccio”, rispose.
Anche io in quei giorni ero un po’ triste perché avevo perso il mio cane e quindi un po’ per distrarmi, un po’ per tentare di aiutare gli altri, pensai bene di creare dei buoni con dei disegnini da inviare al mio compagno e ai miei amici, per manifestare il mio affetto e la mia solidarietà.

Nei giorni successivi condivisi i buoni realizzati sui miei social e fu una sorpresa: alcune persone iniziarono a chiedermi se potevano pubblicizzarli e usarli, altri mi fecero i complimenti per l’idea e in diversi iniziarono a giocare con me. A quel punto capii che potevo dedicare un paio di giorni a questo mini progetto, per metterlo a disposizione di tutti.

Solidarietà fatta in casa

“Solidarietà casalinga” è un termine che si contrappone alla più istituzionale solidarietà digitale e vuol comunicare proprio quello che indica il termine “casalingo”: fatto in casa.
L’idea è di promuovere un tipo di solidarietà accessibile a tutti coloro che credono di poter fare la differenza anche con i piccoli gesti e contribuire, con un po’ di fantasia, alla creazione di un mondo più solidale.
La speranza è che col tempo, dare vita a gesti di solidarietà diventi più naturale per tutti.

Se hai letto fino qui non ti resta che scoprire come facciamo i buoni.