Facciamo i buoni contro il Covid-19

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donare guide

Come donare senza utilizzare denaro

In questi primi mesi del 2020 vivere è diventato molto più pesante per gli essere umani. Sono giorni in cui si ha la percezione di un tempo che scorre piano, un tempo dilatato e monotono. Sono anche giorni in cui è facile sentirsi impotenti di fronte a un’esistenza che è diventata così densa e vuota al tempo stesso.
A molti sarà capitato di riflettere sul tipo di contributo che possiamo dare per migliorare la situazione e liberarci, almeno per un po’, dal senso di colpa e dalla frustrazione. C’è il volontariato, ma ci può essere anche altro.
Possiamo cambiare il mondo? In realtà lo stiamo già cambiando con le nostre azioni, ma in alcuni casi ci sembra che stia girando in direzioni diverse da quelle desiderate. Tra realizzare un mondo utopico e non fare niente c’è però un abisso, colmabile in parte con gesti in grado di alleggerire almeno un po’ la nostra vita e quella degli altri.
Ecco qui allora una piccola guida al dono casalingo utile per chi, come me, si chiede spesso “Che cosa posso fare?”, nella speranza che questi giorni di riflessione, diventino anche giorni di azione.

1. Donare emozioni, ascolto, empatia

Sembra scontato donare emozioni, perché pensiamo di poterle manifestare in modo spontaneo sempre e comunque. Invece quello che il Covid-19 sembra proprio averci portato via è il sorriso e la possibilità esprimerci liberamente.
L’utilizzo obbligatorio delle mascherine protegge proprio la bocca dal contagio e oscura i nostri sorrisi non solo fisicamente. Gli abbracci sono stati prima impediti dalla distanza e poi limitati.
Ognuno di noi ha la propria esperienza soggettiva di isolamento, ci sono i più fortunati, quelli che riescono ad affrontare bene la solitudine o che hanno più risorse per fronteggiare la crisi. Ma anche per queste persone “forti” manifestare pensieri positivi è diventato molto difficile in questi giorni a causa del clima di instabilità, confusione e rabbia in cui si trovano.
Viene facile reagire allo stesso modo: rispondere alla rabbia e alle provocazioni alimentandole, cavalcando anche l’onda del narcisismo e del protagonismo tipico dei social.
Possiamo tuttavia fare qualcosa per interrompere l’escalation d’odio e migliorare l’ambiente sociale in cui viviamo, anche quello online.
Attingendo alla nostre risorse creative possiamo sfruttare le nostre capacità per donare un sorriso, donare ascolto, donare empatia. Dove questo non è possibile perché qualcuno ci ha ferito, non ci va a genio o non lo conosciamo in modo approfondito, possiamo sospendere il giudizio e donare comprensione. Non dobbiamo necessariamente piacere a tutti e viceversa, ma la comprensione dovrebbe essere alla base delle relazioni in un periodo come questo. La maggior parte degli esseri umani, è sotto stress, impaurito e preoccupato e non riesce a dare il meglio di sé. Donare comprensione aiuta a perdonare questa imperfezione che tanto può infastidirci, ma è giusto dare seconde possibilità.
Questo periodo di crisi ha rivelato la nostra interdipendenza: ci siamo accorti che abbiamo bisogno gli uni degli altri e che se anche il virus sparirà, dovremmo comunque imparare a stare insieme con rispetto.

2. Donare gli oggetti

Donare gli oggetti è forse la modalità di donare più nota nella storia dell’umanità. Gli oggetti di cui disponiamo nella nostra vita quotidiana sono davvero tanti: dagli abiti ai mobili, dai libri agli accessori per la cucina, fino a quegli oggetti dai significati profondi che vengono conservati come amuleti. Spesso cose che per noi non hanno valore, per altri possono rappresentare un tesoro da custodire. Sono molto consapevoli di questo i collezionisti, di qualsiasi tipo.
In vari momenti della nostra vita ci troviamo talmente circondati da oggetti che non abbiamo più spazio per vivere i nostri ambienti con comodità. Per contrastare questa tendenza sono nati veri e propri metodi per organizzare e ordinare gli oggetti in modo più efficiente, come il metodo Konmari, messo a punto dalla famosa Marie Kondo.
Ecco allora che liberarsi degli oggetti può essere doppiamente utile: per fare spazio simbolicamente e fisicamente al nuovo, ma anche e soprattutto per tenere con noi solo ciò che è essenziale e ci fa bene. A questo punto allora, perché buttare via quando potremmo donare?

2.1 Donare vestiti usati

Quando si fa il cambio di stagione negli armadi possiamo donare vestiti alla Caritas o ad altre organizzazioni similari che operano da sempre in Italia nella distribuzione degli abiti per persone in situazioni di svantaggio. Ovviamente possiamo anche in autonomia donare abiti usati a amici, parenti e conoscenti.
Prima di buttare via i capi che non volete più indossare fate quindi una selezione: vestiti in buone condizioni, che non vi piacciono più, oppure vestono grande o stretto, o semplicemente avete acquistato d’impulso e non avete indossato quasi mai.
In questo momento anche la raccolta di vestiti usati deve essere fatta seguendo alcune procedure di sanificazione. Quindi prima di consegnare ciò che avete intenzione di donare, è sempre bene contattare i responsabili delle organizzazioni per rispettare le giuste procedure.

2.2 Donare cibo e generi alimentari

Anche donare cibo e generi alimentari è una pratica diffusa da tempo, in particolare durante i periodi natalizi, ma non solo. Storico è l’impegno di Caritas e di Banco Alimentare in questo campo per offrire sostegno alle persone in situazione di difficoltà, impegno che è diventato fondamentale durante l’emergenza Coronavirus.
La maggior parte delle raccolte attive fino a questo momento è stata in forma monetaria, ma si stanno riattivando i metodi di raccolta di beni e quindi presto si potrà donare la spesa sotto forma di viveri.
A titolo di esempio cito l’iniziativa di Spesa Solidale creata da Esselunga in collaborazione con Caritas per donare punti spesa al supermercato, il quale destinerà beni di prima necessità all’organizzazione della CEI per il sostegno delle persone in difficoltà.
Un invito per le aziende: se gestite imprese del settore alimentare e volete fare una donazione di alimenti, vi consigliamo di contattare i centri che operano nella vostra regione, i comuni o i centri Caritas di riferimento. Saranno grati di raccogliere le materie prime e i prodotti alimentari frutto del vostro lavoro destinati alle persone e alle famiglie in una situazione di difficoltà.
Qualcuno si sarà chiesto se in questo momento è possibile donare buoni pasto a chi ne ha più bisogno. Qui purtroppo poco si può fare: non è possibile donare buoni pasto, ma è possibile trasformarli in spesa e poi contattare le associazioni in grado di distribuire il cibo a chi lo richiede.
Le persone non sono le uniche destinatarie di questo tipo di donazione. Ricordiamoci che è possibile donare cibo per animali a canili, gattili e a tutte le associazioni che ci occupano del sostegno degli animali bisognosi e dei padroni che non riescono più a provvedere ai propri amici domestici.
Se volete donare in autonomia potete farlo pensando di mettere da parte del cibo prima di buttarlo, sia il cibo di casa che le materie prime delle vostre attività, se ne avete una. Controllate ovviamente che sia cibo adatto agli animali randagi che volete nutrire per evitare di fare danni. In questo modo oltre che fare del bene agli animali e evitare gli sprechi, fate anche un gesto di solidarietà nei confronti dell’ambiente.

2.3 Donare mobili usati

In questo periodo di cambiamento in cui siamo costretti a passare più tempo a casa, donare mobili usati è un buon modo per guadagnare spazio e rinnovare l’arredamento. Purtroppo alcuni di noi devono fare i conti con oggetti che sono anche ricordi e liberarsene non è semplice, anzi può essere doloroso. Quindi meglio darsi tempo per metabolizzare e valutare se è il momento giusto per separarsi o meno da un determinato oggetto.
In altri casi invece abbiamo bisogno di liberarci il prima possibile di cose che rimandano a persone e situazioni che vogliamo lasciare fuori dalla nostra vita.
Quale che sia la motivazione, prima di buttare via qualcosa pensate se può essere utile per qualcuno. Se avete letti, librerie, tavoli, armadi o altri mobili che non utilizzate più o volete rinnovare, potete chiedere alla Caritas o a strutture che ospitano donne maltrattate, senza tetto, minori non accompagnati. Potete anche sentire direttamente il vostro comune di residenza, il quale dovrebbe essere più informato sulla situazione economica delle famiglie residenti.

2.4 Donare libri usati

Un’altra categoria di oggetti da non buttare via assolutamente sono i libri. Potete donare i libri usati prima di tutto ai vostri contatti: tra i vostri amici e parenti probabilmente qualcuno sarà felice di leggere libri da voi già letti o che non vi interessano. Ma è possibile fare di più e aumentare la potenzialità di lettura dei vostri libri donandoli a biblioteche, centri sociali, circoli ricreativi per giovani e anziani, comunità e persino carceri e ospedali. Ognuno di questi luoghi è spesso dotato di librerie o biblioteche autogestiste o create in collaborazione con progetti regionali. A titolo di esempio si può prendere come riferimento l’articolo Leggere in Ospedale, portato avanti dalla Regione Toscana.
Se invece preferite optare per una soluzione più trendy, potete provare a costruire una Little Free library e metterla a disposizione all’interno del vostro locale o della vostra azienda. Se avete intenzione di usare invece uno spazio pubblico come un parco o una piazza, è doveroso contattare il comune per ottenere una autorizzazione.

2.5 Donare pc, portatili e tablet

Il Covid-19 ci ha spinto alla digitalizzazione dell’insegnamento scolastico e della formazione. Si è reso necessario utilizzare dispositivi tecnologici in casa per lo studio e l’apprendimento degli adolescenti, dei bambini e anche degli adulti. Non tutti però sono attrezzati dal punto di vista tecnologico, ecco perché potrebbe essere un gesto utile donare pc alle scuole, così come tablet, stampanti o altri dispositivi utili per la didattica.
Senza contare che magari gli strumenti che molte famiglie e studenti hanno a disposizione si possono danneggiare e in questo momento scarseggiano le risorse per comprarne di nuovi o ripararli.
Se avete in casa dei vecchi pc, schermi, portatili o tablet potete donarli a chi ne ha bisogno mettendoci in contatto con le scuole, le università, i comuni o le associazioni di volontariato per sapere nel dettaglio come donare pc agli studenti.

3. Donare sangue e parti di noi

Il modo più conosciuto di donare il corpo è attraverso la donazione di sangue. In Italia la principale associazione creata per raccogliere il sangue dei donatori è l’AVIS, Associazione Nazionale Donatori di Sangue.
Anche in questo momento di emergenza, l’Avis raccoglie le richieste da parte dei soci e nuovi soci che vogliono donare il sangue, donare il plasma e le piastrine. Potete approfondire l’argomento donazione è possibile trovare maggiori informazioni nella sezione del sito relativa i tipi di donazione.
Sempre tramite prelievo di sangue è possibile donare il midollo osseo. L’associazione che si occupa di questo tipo di donazioni è ADMO, la quale raccoglie midollo osseo dal 1990.
La donazione del corpo umano non si ferma solo al sangue. Possiamo donare davvero tante parti di noi e continuare a vivere una vita normalissima.

3.1 Donare i capelli

Per quanto riguarda i capelli, esistono associazioni specifiche per la donazione, per citarne alcune A.T.R.I Onlus con il progetto Smile, Un Angelo per capello e l’Associazione Banca dei Capelli. Quello che accomuna tutte questi enti benefici è lo scopo: i capelli donati vengono raccolti e sottoposti a una lavorazione che avrà come prodotto finale una parrucca destinata in particolare ai malati oncologici.
Molti parrucchieri collaborano alla raccolta direttamente nei propri saloni. Ricordate che spesso è chiesta una lunghezza minima, quindi prima di fare un taglio netto controllate di essere in linea con tutti i requisiti richiesti per donare i capelli.

3.2 Donare latte materno

Passando al latte materno e cordone ombelicale, possono anche questi essere donati senza nessuna conseguenza sulla vita.
Il latte è raccolto a livello regionale in diverse banche del latte, come riportato in una apposita sezione sul sito dell’associazione Aiblud, la quale opera assieme a Centri di Neonatologia e di Terapia Intensiva Neonatale. Come si legge sul sito, il latte verrà utilizzato “per specifiche necessità mediche nei centri di neonatologia, servizi di pediatria e presso il domicilio di pazienti per i quali ci sia una giustificata indicazione”. Sempre nella stessa sezione è possibile trovare una mappa che raccoglie le banche del latte presenti in Europa.

3.3 Donare il cordone ombelicale

Tutte le donne in gravidanza possono donare il cordone ombelicale alla medicina nel momento della nascita.
Occorre per prima cosa fare una precisazione: è il sangue presente nel cordone ombelicale a essere raccolto, o meglio, le cosiddette cellule staminali. Si tratta di cellule in grado di rigenerare elementi che compongono il sangue e di curare malattie come i linfomi, le leucemie, alcune malattie del sistema immunitario e metaboliche.
In modo analogo a quanto avviene per la donazione del midollo osseo, queste cellule vengono raccolte in apposite “banche” da cui poi gli ospedali attingono per i trapianti e il loro utilizzo.
Si può donare il cordone ombelicale in quasi tutti gli ospedali e può essere fatto secondo diverse modalità: donazione pubblica e donazione privata. Quest’ultima ha un costo ed è destinata al nascituro. Al contrario la donazione pubblica si rivolge potenzialmente a malati compatibili non consanguinei, è gratuita e si rivolge alla collettività.

4. Donare tempo

“Il tempo è prezioso” è un detto popolare che ci ricorda di non sprecarlo e di usarlo al meglio per noi stessi e gli altri.
Donare tempo agli altri è doppiamente prezioso sia per noi che ci rendiamo utili che per gli altri che ricevono il nostro aiuto in cambio. Mai sentito parlare delle banche del tempo? Ma probabilmente ci troviamo più spesso a donare il tempo ai nostri amici e alla famiglia in modo molto più informale: aiuti in casa o nell’azienda, aiuto e sostegno emotivo, ascolto, aiuto pratico nel riparare qualcosa.
C’è anche un altro modo meno conosciuto, sono le cosiddette “ferie solidali” introdotte dal Jobs Act. Se vi siete ritrovati con molti giorni di ferie non godute nella busta paga, è possibile donare ferie ai colleghi sotto forma di giorni o ore a chi ne è sprovvisto. L’azienda in cui lavorate può creare una “Banca Ore solidali”, come spiega un articolo del Sole24ore, a disposizione di dipendenti in situazione di difficoltà o per coloro che debbano prestare assistenza a un familiare. In questo modo i colleghi con un’eccedenza di ore e permessi possono donare tempo ai colleghi più bisognosi.
Un altro modo per donare tempo è tramite il trasferimento di punti Trenitalia su un’altra Carta Freccia. In questo caso donate ore di viaggio in treno usufruendo dei punti accumulati sul vostro account Trenitalia. Come spiega il sito internet nella pagina dedicata al trasferimento punti Trenitalia, è possibile trasferire i punti da una Carta Freccia all’altra con una procedura che sembra abbastanza semplice.

Siete alla ricerca di qualche ispirazione per donare tempo agli altri? Date un’occhiata alla sezione facciamo i buoni per capire come iniziare a farlo. Oppure iniziate a giocare con i buoni scaricabili dalla sezione download.

Immagine in copertina: Medical vector by freepik – www.freepik.com